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November 24 Prussò, putimm appiccià?C'e uno scarafaggio rosso e nero. La pioggia sta per inziare.
Corre corre corre. Salta nella fogna, quasi affoga in balia della corrente di merda. I figlioli lo salutano al riparo. Viene trascinato sempre di più e non ha idea di cosa fare. All'improvviso inizia a vomitare per la puzza, diventa rosso per l'irritazione dei gas di scarico e rotola sulla riva di cemento, risale sul soffitto alla ricerca disperata di salvarsi dalla corrente. Sotto di lui vede di nuovo i suoi figli: spacciati stavolta, trascinati dal fiume di merda messo in moto dal temporale.Si ingrossa sempre di più, il livello dell'acqua sale e lui si infila in un pertuggio. Purtroppo deve risalire fino in superficie, rischia di essere calpestato dalla folla che fugge, e infatti una zampa rimane sotto la suola di una scarpa. Zoppicando si avvia verso la fogna, tutto bagnato, ma il temporale è finito. Sembra che stiano andando via le nuvole. I Suoi figli sono morti ormai. Ma per fortuna ecco una fetta di pizza abbandonata su una macchia gialla. Mentre noi leggevamo il giornale, Gregunoli oggi ha detto che a Napoli alcuni ragazzi sono andati dal prof, giornale in mano e gli hanno chiesto espressamente: prussò, putimm appiccià?
Io sono una persona in balia della corrente a quanto pare oggetto di ragionamenti scontati da parte degli altri, che non ha voglia di ragionare su se stessa, non ha voglia di imparare a mettere bene le dita sulla chitarra, non ha voglia di cantare di preoccuparsi, di studiare. Ha solo il maledetto raptus della fuga col bastoncino con appesa la tovaglia alla bambino che fugge di casa. Ma cosa vuole alla fine non lo sa.
La vuola o non la vuola?NON LA VUOLA!!!
(sembra un intervento criptico scritto da mimmo che solo i suoi conviventi possono capire.)
Mah, pero ama. Ciao Lidia :) November 18 noncelocontecelocontuttoDiscende un riff di warr guitar tra arpeggi atemporali di chitarra, e io non ho nulla dafare. Nulla da scrivere in effetti: sono un pò un nulla, dopo le 6 e mezzo del pomeriggio, da qualche giorno. Ci sono tante domande a cui vorrei rispondermi, ci sono tanti commenti che vorrei a questo intervento e che non ci saranno, ci sono tante voci che vorrei sentire. Ci sono tanti ragionamenti che si fanno, su se stessi e su tutti coloro che ci circondano. Tante volte ti chiedi "perchè sono così bestia? PErchè quello lì è cosi bestia?" Poi ti giri attorno, vai a esaminare e tutti sono così. Tutti uguali, siamo: cediamo all'irrazionale con la rabbia, qualcuno direbbe ci facciamo guidare dall'anima e non dalla mente, e facciamo casini, grandissimi casini. Perchè cominciamo a dire stronzate, ci impuntiamo su questioni veramente insignificanti e non abbiamo più di fronte la persona con cui dialoghiamo, solo i nostri scopi. Perchè non ci controlliamo? Perchè siamo tanto propensi a quella calma e a quella razionalità che distingue l'uomo se poi al primo giro di boa, appena una cosa va storta non capiamo piu niente? PErchè nel bel mezzo di un aspra litigata, che sia tra fidanzati o amici non si è capaci di dire "ehi, ma stiamo dicendo solo stronzate! calmiamoci!!!"? E questa la natura dell'uomo? O solo dell'adolescente? Sarei piu per la seconda... E Sapete qual'e un'altra cosa tipicamente adolescenziale? Questa: "Se potessi prenderei di nascosto da tutto un treno che va in un posto completamente diverso e ricomincerei tutto. Lo farei al di fuori della ragione umana, senza scuola, senza computers, senza musica progressive e senza rapporti interpersonali. Solo io e il mondo. IN città, nella MIA città, non nella città dell'uomo. Non vorrei dar conto a nessuno: niente fogli da consegnare, niente soldi da racimolare, niente obblighi, niente schemi. Niente fottutissimi 4/4. Vorrei alternanze di 3/4, 9/8 e 3/5. Si, pure 3/5. alla faccia della misurazione musicale ritmica internazionale. Vorrei tornare qui, tra anni e anni, e trovare tutto quello che avevo lasciato... e dire: sono partito così, e sono tornato così. A volte mi sento solo, a volte mi sento oppresso. A volte rido, a volte piango, a volte sono totalmente apatico. Voglio trovare nuova stabilità, voglio trovarla nell'instabilità più totale. Non so, vorrei viaggiare, in questi giorni. E non dare più conto a tutte quelle cose che ho detto prima. La rabbia, l'autocontrollo, lo studio, a'dirigienza, LA NOIA: vorrei dare un calcio a Guitar Pro. Voglio uscire da questa campana di vetro, QUESTA BOLLA: c'è chi dice che conosce se stesso a fondo, io invece vorrei conoscermi. Io non mi conosco proprio... non so proprio cosa voglio! Vorrei uscire fuori dalla musica a basso volume, dal suono che fa una corda di chitarra se la lasci e ci hai impresso troppa forza... vorrei uscire fuori dalle dimensioni dei peni della gente, dalla respirazione diaframmatica, dall'ossessione dell'orgasmo e dai consigli su come fare con un rigurgito gastrico. Uscire fuori dai riassunti di storia dell'arte, dal POLITICALLY CORRECT: non vorrei spassarmela, non vorrei riflettere: vorrei solo suonare King su una rupe, al tramonto, con la giusta posizione del plettro o no, con la voce impostata o no, ma vaffanculo davvero!!! e CAZZO! Vorrei fare a pezzi il vetro di una finestra di msn piena di suppliche problemi questioni "mi sto annoiando a morte" "devi darmi la tua fiducia" "vogliamo organizzare il picknick" "Ora non ascolto più power" "Famme nu iongs" MI SONO ROTTO! ROTTO SPEZZATO! FRACASSATO E ESPLOSO! STUFO DI IPOCRISIA DI AMBROSINO DI CARDONEDELDOTTOREDELLAPALESTRADIFABIOSTRINAEDELLACOLONNADICDDIPENCILDINONPOTERMILAVAREICAPELLIINSANTAPACEDINONPOTERFAREILBUCUBUCUDIPERDERETEMPOBASTABASTABASTABASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Vi prego gente, questo è uno sfogo. Non prendete troppo sul serio le mie parole....
November 14 AmenneLa morte è pregna di musica. E il funerale che passa per le vie di una città suona un lento 3/4, cadente e ben scandito dal suono delle campane a morte della chiesa. Non sono cristiano. Da come si comporta ad un funerale capisci l'indole di una persona. Si dimentica di ciò che vuole mostrare e per un momento si basa solo ed esclusivamente sui sentimenti sinceri che prova per la persona cara che se ne è appena andata. Ecco che quindi si mostra chi ha il coraggio di piangere. Si mostra chi non si sta ai clichè e alle consuetudini ed è capace di affrontare il dolore in modo proprio, senza cerimonie e cerimonielle. C'è chi non dimentica mai di organizzare, di impartire ordini e dare delucidazioni. Chi, in età anziana, capisce che di lì a poco toccherà anche a lui. E poi ci sono, io. Che sorrido. Un pò improprio. Ma come dimenticare la 'zia che rispose alla nostra richiesta di formaggio con "t'attacchi a chist!", come non sorridere alla gentilezza di una signora che sopporta 5-6 ragazzi che giocano a monopoli nella sua cucina, un'anziana che urla "GIUSEPPE!" quando questo rutta gratuitamente al tavolo da pranzo. E tutti piangono lì, intorno... tra parenti addolorati e gente che con 'zi Giovanna c'ha avuto a che fare poco e niente nella sua vita. Ma io sono per il rito germanico. La vita prima o poi deve finire... a 80 anni si può tranquillamente dire che una persona ha chiuso il suo cerchio... non c'è certezza della vita eterna, è vero. Ma se proprio non si vuol gioire, almeno si cerchi di augurare buona fortuna a quell'anima. Sempre l'anima esista. Ma oltre sperare, non penso abbiamo molte alternative Al di là dei "signore pietà", dell'eucarestia, le benedizioni, gli inchini e le aureole... C'è stata una parola con significato, in quella messa: Amen. Così sia. |
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